Dossier di Notizie

 

Gennaio/Marzo 2013

 

Riceviamo la triste notizia della scomparsa della signora Maria Antonietta Tonnini, vedova Rabagliati. La signora si è spenta, all’età di 89 anni, nella sua casa di Ancona lo scorso venerdì 22 marzo 2013. Il nostro Alberto amava tanto la sua cara Maria Antonietta, che vedete qui sotto in una bella fotografia. Ci auguriamo che i parenti, ai quali abbiamo inteso porgere le più sentite condoglianze, vogliano in futuro collaborare con noi nel tramandare il ricordo di questa bellissima coppia.

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Oggi, 25 marzo 2013, compie gli anni la più grande cantante italiana di sempre: Mina. La festeggiamo pubblicando, grazie ad una donazione dell’insostituibile Antonio Mastrorocco, l’interpretazione di Norma Bruni – drammatica, profonda e, come sempre, sensuale – di un vero e proprio classico: Un anno d’amore. Cliccate qui per ascoltarla e inviateci i vostri pareri.

Il nostro amico, collaboratore e collezionista Renato Percival Allison ci chiede di fare un appello ai nostri lettori: chiunque abbia 78 giri da scambiare, in particolare del Trio Lescano, può contattare lui perché fortemente interessato. Scrivete alla nostra posta, albertorabagliati@gmail.com e vi metteremo in contatto.

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Segnaliamo a tutti i lettori di Roma che all’Auditorium Parco della Musica, il 7 aprile 2013 alle ore 21, ci sarà lo spettacolo dell’impareggiabile Orchestra Maniscalchi diretta dall’amico Christian Schmitz. «“Diamoci del tu…” è uno spettacolo teatral-musicale, un affascinante viaggio nel tempo, negli anni in cui l’Italia sperimentò per la prima volta i suoni, i ritmi e le melodie in arrivo dal Nuovo Continente – “jazz…”, “swing…” -, che i critici musicali definivano “musica del diavolo” e che i giovani adoravano. Quei suoni divennero popolari tra gli anni ‘30 e ‘40, grazie a una pletora di validi musicisti, compositori, autori e cantanti che seppero – nell’alveo della tradizione musicale e melodica nostrana – reinterpretare con sapienza ed eleganza questa musica d’importazione. Un merito indubbio nella popolarizzazione del genere e degli artisti che di esso furono interpreti lo ebbe l’apparecchio radiofonico. E poi le sale da ballo! Perché questa è soprattutto musica da ballo, che regalò puro divertimento a un’Italietta affamata di spensieratezza. L’Orchestra Maniscalchi e il cantante Gianluca De Martini riportano in vita, con rigore filologico, la musica swing e i celebri motivetti degli anni dell’Eiar. Il progetto si caratterizza per il paziente lavoro di ricerca e trascrizione degli arrangiamenti originali e per il rigore esecutivo con il quale l’Orchestra affronta il repertorio che include esclusivamente autori e compositori italiani del tempo!».

Potete trovare tutte le informazioni relative allo spettacolo cliccando qui.

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Segnaliamo a tutti i lettori l’uscita del libro di Tiziano Tarli per Curcio Editore intitolato Op op… trotta cavallino: si tratta del primo volume interamente dedicato alla cosiddetta musica “leggera” del periodo di nostro interesse. L’autore, nel compiere le ricerche, si è rivolto in prima persona allo staff dei nostri siti, con grande diligenza e cortesia. Non anticipiamo molto circa il contenuto del libro: una recensione dettagliata verrà presto pubblicata tra le pagine del sito Ricordando il Trio Lescano. Intanto, vi invitiamo ad acquistarlo tramite il sito della casa editrice (cliccando qui), all’onestissima cifra di 17€. Non può mancare nelle librerie di noi appassionati!

 

 

Proseguiamo la pubblicazione dei brani offertici dal nostro Antonio Mastrorocco con una vera chicca che, seppure di qualità audio molto bassa, costituisce un documento storico di grande valore. Stiamo parlando della versione del celebre brano Guarda un po’, di Bracchi e D’Anzi, tratto dal film del 1943 Lascia cantare il cuore 1943 (visionabile per intero su YouTube, cliccando qui), nella versione che ne fece il maestro Nello Segurini e la sua orchestra alla radio nello stesso anno in cui uscì il film. Ascoltate un’anteprima del brano cliccando qui.

Per quanto riguarda Norma Bruni, abbiamo ricevuto il seguente commento su YouTube dall’utente “Lele Veneziano” nel video del brano Io pregherò, pubblicato la scorsa volta: «È una canzone la cui trama musicale pare ricalcata sulla contemporanea L’edera, che allora impazzava. E la voce della Bruni vi si prestava, per via dei toni scuri e magniloquenti che potevano anche ricordare quelli di Nilla Pizzi. Resto peraltro sorpreso del fatto che la Bruni incidesse ancora nel 1958 (pensavo che il suo iter discografico s’arrestasse alla fine della Guerra o poco prima). Chi sa per quale casa furano incise questi tarde facciate?». Purtroppo la domanda di Lele resta senza risposta. Le sue intelligenti considerazioni, tuttavia, ci hanno spinto a pubblicare l’interpretazione che Norma Bruni fece del brano L’edera, indissolubilmente legato al nome della grande Nilla Pizzi, della quale qualche giorno fa cadeva il secondo anniversario della scomparsa. Dedichiamo quindi questo brano al ricordo di entrambe le artiste, accomunate dalle origini emiliane e dalla vocalità calda e profonda. Ascoltate cliccando qui.

 

Nilla Pizzi

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Proseguiamo la pubblicazione dei brani offerti da Antonio Mastrorocco. Innanzitutto, un brano molto raro del nostro Alberto Rabagliati: si tratta della canzone in dialetto milanese intitolata L’è biunda, scritta da Taccani e Locatelli. La registrazione che ci passa Antonio, in cui suona l’orchestra Bergamini, è del 1956 ed è tratta dalla trasmissione Un fiore all’occhiello. Potete ascoltarne l’anteprima cliccando qui.

Degna di nota è la canzone di Norma Bruni che Antonio ci passa affinché si possa mettere a disposizione di tutti gli appassionati, del tutto gratuitamente, l’intera discografia di questa straordinaria cantante ancora poco ricordata. Presentiamo oggi una sua elegante interpretazione del brano Io pregherò, scritto da Olivieri e Pinchi, inciso con l’accompagnamento dell’orchestra Segurini presumibilmente nel 1958. Anche questa incisione prova che la voce di Norma, a quindici anni dagli ultimi dischi del periodo dell’Eiar, aveva una profondità immutata ed inimitabile, ancora oggi di singolare capacità evocativa. A voi i commenti (ascoltatela dal nostro canale YouTube cliccando qui). Io pregherò è stata incisa, tra gli altri, anche dalle cantanti Carla Boni e Cristina Jorio.

 

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Pubblichiamo oggi un altro rarissimo brano inciso da Norma Bruni, anche questo offertoci dal nostro Antonio Mastrorocco. Si tratta di Amore senza nome, diventato famoso nell’interpretazione della cantante Katyna Ranieri. Ecco come la commenta Antonio: «è una canzone di Manlio e Nascimbene, tratta dal film La contessa scalza / The barefoot contessa, girato in Italia nel 1954, con Ava Gardner, Humphrey Bogart e Rossano Brazzi, con la regia di Joseph Mankievicz. Non so dire l’orchestra che l’accompagna; penso debba trattarsi di quella del maestro Nello Segurini. P.S.: “Tutta la mia vita è nell’amore ! Perché? Perché? […] Non so se d’amore morrò!”, sembrano scritte proprio per lei…!». Cliccate qui per ascoltare il brano.

Katyna Ranieri

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Siamo lieti di annunciare che, con la ripresa dell’attività del sito, tornano le due rubriche curate dal nostro Antonio Mastrorocco. Innanzitutto, per le “chicche” di Rabagliati che arricchiscono il nostro archivio sonoro, presentiamo un bel brano inciso da Rabagliati con l’Orchestra Barzizza il 17 aprile del 1948: si intitola Au revoir à demain mon amour ed è stata scritta da Rolando e D’arena. Cliccate qui per ascoltarne l’anteprima.
Continuiamo anche la pubblicazione di tutta la discografia di Norma Bruni con un brano rarissimo. Si tratta di un’incisione databile al 1958. Lasciamo la parola ad Antonio:

«Vogliamoci tanto bene è una canzone che Renato Rascel – attore e autore – compose nel 1956 come colonna sonora al film Montecarlo con Marlene Dietrich, Vittorio De Sica e lo stesso Rascel. Alquanto appassionata, svela in pieno la vena romantica dell’autore. In un periodo poi in cui andava di moda la canzone urlata, Rascel potrebbe ben definirsi “l’ultimo grande poeta” della canzone italiana. Fu un grande successo allora, classificatosi nei primi posti della Hit-Parade. Fu cantata da tutti; ricordo le interpretazioni di Gino Latilla, Achille Togliani, Claudio Villa, Marino Marini, Giuseppe Negroni. La Bruni, che in quel periodo tentava di riprendere il suo posto come cantante, ne fa una interpretazione tutta personale, infondendo tutto quel calore e quella passione che facevano parte del suo essere. Non si conosce a chi possa appartenere l’accompagnamento, ma senz’altro si tratterà di un piccolo complesso. Ormai i tempi di Barzizza e Angelini sono soltanto un ricordo!».

Ascoltatela cliccando qui.

Renato Rascel (Torino, 1912 – Roma 1991)

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Pubblichiamo oggi 27 gennaio 2013, grazie al sempre prezioso e insostituibile contributo del sito Ricordando il Trio Lescano, una bella intervista fatta da Virgilio Zanolla all’attrice Dina Sassòli (1920 – 2008), già inserita nella pagina dedicata al cinema italiano degli anni ’30 e ’40. L’incontro risale in realtà al 1983, ma il resoconto viene pubblicato per la prima volta – per le ragioni spiegate nell’introduzione – sulle pagine virtuali del nostro sito, e per questo siamo grati all’autore, fonte inesauribile di conoscenza su tutto ciò che di meglio è accaduto nel mondo dello spettacolo durante il periodo di nostro interesse. Leggete l’intervista cliccando qui.

 

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Cari lettori, finalmente, dopo più di due mesi di inattività, il sito riapre i battenti. Nel frattempo, per ovvie ragioni, non abbiamo archiviato notizie da poter pubblicare, ad eccezione delle due fotografie che potete ammirare qui sotto, per le quali ringraziamo rispettivamente il Curatore del sito Ricordando il Trio Lescano – eccellente restauratore digitale – e Massimo Menozzi.

 

 

 

Desideriamo, inoltre, pubblicare questa bella e-mail ricevuta il 28 novembre 2012: «mi chiamo Daniele Canfora e sono un musicista, figlio di Bruno Canfora, storico compositore e direttore d’orchestra. Queste pochissime righe le scrivo soltanto per ringraziare le persone che hanno pensato di rendere fruibili le informazioni relative ad Alberto, uomo che mio papà ha sempre stimato e con il quale mi dice di aver avuto purtroppo poco a che fare. In questo mondo di mezzi musicisti e cantanti da sagra, uno come Alberto sarebbe indispensabile oggi. Ho preso la Vostra mail da YouTube e ho visto (ed ascoltato soprattutto) i filmati che avete caricato: li ho trovati deliziosi. Quindi, grazie da parte mia e da parte di mio padre per aver pensato di riproporre Alberto e le sue bellissime canzoni. Cordialmente». Ringraziamo di cuore Daniele e lo invitiamo a seguirci: ora che il sito si è rimesso in moto, le novità non mancheranno.

 

Settembre/Dicembre 2012


E-mail di Giorgio Grassi: «Ringrazio sentitamente sia voi del sito che il Sig. Antonio Mastrorocco per la conferma e per la altre notizie, sempre preziose. Ripeto, la mia modestissima preparazione in materia non mi consente cose esorbitanti, ma un paziente lavoro di ricerca, che dura ormai da anni (e ne ho abbastanza… di anni) e la cura il più possibile precisa dei risultati mi da molta soddisfazione. Intanto ho notato, dalle prime ricerche in internet anni fa ad oggi, un crescere di persone che tendono ad aprire “segreti scrigni” ricchi di veri gioielli musicali. Per un amante della vecchia canzone come me è una vera gioia! Tornando a Nini Serena (non per essere puntiglioso o pedissequo), diciamo che Chiudi gli occhi ha come autori Bornice - Petkere – Valabrega; l’altra, cantata da Dea Garbaccio, ma anche da Miriam Ferretti 1943 (Columbia DQ 3718 – m. CB 10887) e da Tina De Mola, con Orchestra Kramer, (Fonit 8815-A – m. 74408), mi risulta (salvo il solito errore di lettura) titolato Chiudo gli occhi. Ciao a tutti!».

Ancora Antonio riceve i più sentiti ringraziamenti – che anche noi rinnoviamo in questa sede – per aver reso disponibile a tutti le incisioni di Norma Bruni in suo possesso (ascoltabili sul nostro canale YouTube). Ci scrive infatti Cesare Benzoni: «Carissimi, ringraziate personalmente a mio nome l’amico Antonio Mastrorocco: ditegli che ha fatto rivivere l’atmosfera della sua adolescenza ad un vecchio di quasi 86 anni. W Norma Bruni! E grazie sempre anche a voi ed agli amici del Discobolo. Se la mia memoria può esservi utile, chiedete pure».

Anche Giorgio Solinas da Livorno lascia un bel fiore virtuale a Norma Bruni, protagonista onoraria di questo sito: «Norma Bruni sta avviandosi a diventare anche per me la mia cantante preferita! Ho ascoltato grazie al vostro sito una stupenda canzone che non conoscevo: Ti lascio un fior. Ma sapete che una voce così doveva avere un successo nel tempo sullo stile di Nilla Pizzi, che era di soli cinque anni più giovane, ma che ha cantato fino a 92 anni ed esattamente fino al gennaio del 2011, due mesi prima di morire?
Facendo i debiti conti, la nostra cara Norma doveva calcare le scene fino al 2006. Invece, cinquanta anni prima, era ormai una sconosciuta ai più fino a finire a fare (credo) la babysitter per campare. Ma che mondo di…! E pensare che la sua voce era così come la ascoltiamo, senza nessun trucco e nessun aggiustamento, e per di più non credo abbia avuto maestri che le abbiano impostato la voce od insegnato le mille cose che i cantanti di pochi anni dopo già sapevano. Ecco, queste due righe, scritte anche con rabbia, sono il mio fiore virtuale che metto sulla pietra della Norma Mistroni nel suo cimitero bolognese. Ed è un fiore coloratissimo e bellissimo».

 

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L’amico Antonio Mastrorocco risponde ad una mail ricevuta di recente e pubblicata sul sito nello scorso dossier di notizie: «desidero apportare delle rettifiche e integrazioni a quanto scritto nel dossier di Maggio/Agosto 2012. A Giorgio Grassi devo confermare che la cantante N:N:, così da lui definita nel disco Parlophon GP 92889 in Sai tu perché? è proprio Nini Serena. A Simone: autori di Primavera della vita sono Maietti – Vanner, Disco Parlophon GP 92889. Autori di Orfanella spagnola sono Balzarini – Roma, Disco Parlophon GP 92908. Non parlar porta il numero GP 92827, sempre con Angelini e la sua orchestra da ballo. Chiudi gli occhi di Ramponi non è la stessa cantata da Nini Serena, i cui autori sono Valabrega e Petkere su disco Parlophon GP 92790. Quella di Ramponi (e che porta lo stesso titolo) è un’incisione del 1942 fatta da Dea Garbaccio con Angelini e la sua orchestra della canzone, Disco Cetra DC 4120».

Ringraziamo ancora una volta Antonio, una vera miniera di informazioni! Sempre Antonio sta continuando ad inviarci tutti i brani di Norma Bruni: l’ultimo pubblicato sul nostro canale YouTube, per la gioia degli appassionati e dei neofiti, è la splendida Dolce musica, restaurata, nei limiti del possibile, dal nostro amico Walter. Clicca qui per ascoltarla.

 

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L’archivio delle notizie si trova nella pagina Altri documenti.