Lascia un fiore a Norma Bruni

 

Norma Bruni (pseudonimo di Norma Mistroni) è stata una delle cantanti più amate nei primi anni ’40. Si dice che l’inedita sensualità che veniva fuori dal suo modo di cantare facesse ingelosire le mogli e le fidanzate di quegli anni, abituate perlopiù a voci candide ed eteree. La sua, invece, era di velluto, e ben si accompagnava alla sua bellezza misteriosa, al suo sguardo profondo. Erano i tempi in cui una voce, da sola, poteva risultare erotica. Riceveva migliaia di lettere da sognanti ammiratori, i quali l’avevano vista posare languidamente in alcune cartoline pubblicitarie. Era un’autentica stella nel firmamento della Radio. Ma la fine della guerra portò via con sé anche la fama di molti artisti, ormai indissolubilmente legati a ricordi del Ventennio. Nessuno sembrava volesse sentirne più parlare: i gusti, poi, erano cambiati. Norma Bruni, il cui nome d’arte intendeva richiamare il colore dei suoi capelli, non riusciva ad accettare un destino così triste: tentò in tutti i modi di tornare sulle scene, ma senza successo. Tutto quello che riuscì ad ottenere furono piccole parti in sceneggiati di prosa della Rai. Finì per lavorare come baby-sitter, a Roma. Chissà se oggi quel bambino ricorda chi fosse la sua balia, e se questa, qualche volta, intonasse qualche bel motivo…

Morì la prima domenica del 1971: una singolare coincidenza, se si pensa a quella Triste domenica che aveva portato al successo nel 1940[1] e che era stata prontamente rimossa dall’immaginario collettivo, in quanto ritenuta canzone maledetta. Fu proprio Norma Bruni la prima cantante femminile italiana della celebre Gloomy Sunday, la cosiddetta “canzone dei suicidi”, la cui più nota interpretazione appartiene all’altrettanto bella e dannata Billie Holiday. Norma era molto legata a quel mesto brano, di cui, purtroppo, non ci rimane nessuna registrazione.

Oggi, nel quarantennale della morte, sarebbe cosa buona e giusta renderle omaggio ricordandola nei suoi anni d’oro; lasciarle un “fiore virtuale”, una dedica, un’immagine, una frase. Negli ultimi anni della sua vita ha desiderato tanto l’ennesima lettera di un ammiratore, ma le circostanze gliel’hanno negata. Chiunque voglia, dunque, può inviare il proprio “fiore” all’indirizzo e-mail albertorabagliati@gmail.com: gli omaggi verranno pubblicati in questa pagina.

Quello che avete letto fin’ora è tratto dall’articolo per il Giornale di Lettere e Filosofia.it scritto dal curatore il 3 gennaio 2011 (leggi).

Un articolo di grande interesse è quello scritto dal co-autore Alessandro Rigacci per il nostro sito-fratello, Ricordando il Trio Lescano (leggi).

Per finire, ci sembra che il modo migliore per ricordare questa meravigliosa cantante sia ascoltare le sue (putroppo poche) incisioni: a seguire, una lista di brani ascoltabili su YouTube, in ordine di pubblicazione (clicca sul titolo).

  1. Silenzioso slow
  2. Notte
  3. Amami di più
  4. Una carezza
  5. La canzone del platano (col Trio Lescano)
  6. Ti lascio un fior
  7. Piango ancora per te
  8. Nebbia (ultima apparizione in tv, registrata nel 1970 e trasmessa nel 1971)
  9. Ti sogno ancor
  10. Sì, voglio vivere ancor!
  11. Solitudine
  12. Cade la neve
  13. Verrà
  14. Forse un dì
  15. C’è un sentierino (offerto da Antonio Mastrorocco)
  16. Buonanotte (offerto da Antonio Mastrorocco)
  17. Mimosa
  18. Dolce musica (offerto da Antonio Mastrorocco)
  19. Vecchia strada (offerto da Antonio Mastrorocco)
  20. E tu (offerto da Antonio Mastrorocco)
  21. Vorrei e non vorrei (offerto da Antonio Mastrorocco)
  22. Destino (offerto da Antonio Mastrorocco)
  23. Piove
  24. Sole d’ottobre (offerto da Antonio Mastrorocco)
  25. Un attimo di tenerezza
  26. Occhi sognanti


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Norma Bruni: una “voce di carne” nell’Italia in guerra

Edizioni Nuova Cultura, Roma 2013

 

Clicca sulla copertina

 

 

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Non ho mai conosciuto Norma Bruni, ma ricordo la sua voce così personale, inconfondibile. Dovrebbe essere ricordata.

Jula de Palma

 

Foto offerta da Roberto Berlini

 

 

 

Non conoscevo Norma Bruni; in seguito a una ricerca sulle musiche italiane degli anni ‘40 ho potuto scoprire ed apprezzare questa grande artista.
Norma, dovunque tu sia, che possa giungerti il nostro affettuoso pensiero.
Elisabetta

 

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Dalla Florida vi mando infiniti ringraziamenti per la meravigliosa voce di Norma Bruni.
Me la ricordo sin da ragazzo con l’orchestra Barzizza ed Angelini.
Se dovessi salvare una voce tra le tante voci femminili della nostra storia, sarebbe quella di Norma!
La definirei la “Dea della canzone italiana”.

Piero Piazza

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Mi chiamo Bruno e ho una bimba di nome Sara di appena 2 mesi, nata il 31 luglio 2012. Ascoltando e vedendo il bel video da YouTube Abbassa la tua radio per favor e ripercorrendo con la mia nostalgica memoria i tempi di quando ero ragazzino appena undicenne avvolto dal mio mondo particolare di autocostruttore di radio a valvole (sono ora un 48 enne radioamatore), ho notato che il timbro della voce di Norma Bruni piaceva già alla bimba ancora prima di nascere nel pancione della mamma. Ora, alla sera, per conciliare il sonno a Sara, le faccio ascoltare Notte ma anche Ti lascio un fior ed altri bellissimi con la voce sensuale di Norma. Il fruscio, magari proveniente da qualche passaggio dai 78 giri, come quelli del nonno che ancora conservo, agli mp3 da YouTube, lascia quel tocco magico misto alle emozioni che magari tanti provavano al di là di qualche tubo termoionico acceso, con l’altoparlante che vibrava nel mobiletto in legno trasmettendo calde emozioni… in tempi lontani che pure ci hanno lasciato i tristi ricordi dell’ultima Guerra Mondiale. Le emozioni che una piccola vita di appena 2 mesi inizia a provare ora nel 2012 grazie a una voce tanto bella quanto magari poco ricordata. Notte buona, Norma!

Bruno Lusuriello, Genova

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Norma Bruni sta avviandosi a diventare anche per me la mia cantante preferita! Ho ascoltato grazie al vostro sito una stupenda canzone che non conoscevo: Ti lascio un fior. Ma sapete che una voce così doveva avere un successo nel tempo sullo stile di Nilla Pizzi, che era di soli cinque anni più giovane, ma che ha cantato fino a 92 anni ed esattamente fino al gennaio del 2011, due mesi prima di morire?

Facendo i debiti conti, la nostra cara Norma doveva calcare le scene fino al 2006. Invece, cinquanta anni prima, era ormai una sconosciuta ai più fino a finire a fare (credo) la babysitter per campare. Ma che mondo di…! E pensare che la sua voce era così come la ascoltiamo, senza nessun trucco e nessun aggiustamento, e per di più non credo abbia avuto maestri che le abbiano impostato la voce od insegnato le mille cose che i cantanti di pochi anni dopo già sapevano. Ecco, queste due righe, scritte anche con rabbia, sono il mio fiore virtuale che metto sulla pietra della Norma Mistroni nel suo cimitero bolognese. Ed è un fiore coloratissimo e bellissimo.

Giorgio Solinas

 

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Un fiore

Maria Pia Quintavalla

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Solo due parole: semplicemente grandiosa.

Luigi Stelli

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Dal sito Ricordando il Trio Lescano: una rara foto di Norma Bruni a 45 anni, tratta da “Sorrisi e Canzoni”, a. VII, n. 43, 26.X.1958, p. 23 [Coll. di Vito Vita]:

 

 

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Il Curatore del sito Ricordando il Trio Lescano non poteva fare a meno di depositare un fiore, o meglio un mazzo di fiori, in questo spazio dedicato a Norma Bruni, di cui è pure lui fervente ammiratore. E lo fa nel modo che gli è più congeniale: ha raccolto tutte le foto finora ritrovate dell’artista bolognese, poco meno di cinquanta, le ha restaurate ad una ad una con la sua ben nota perizia (e pazienza!), e le ha quindi sistemate in bell’ordine in un unico pdf, visionabile all’indirizzo http://www.trio-lescano.it/fototeca/album_fotografico_norma_bruni.pdf.

La disposizione delle foto non segue rigorosamente l’ordine cronologico, per altro quasi impossibile da stabilire con assoluta precisione, ma è piuttosto dettata dall’esigenza di conferire ad ogni pagina del documento un aspetto gradevole e variato. Buona visione, dunque, naturalmente ascoltando in sottofondo la canzone preferita dell’inarrivabile Norma: tanto grande come artista, quanto sfortunata e raramente felice come donna. Essa vive ormai, magicamente giovane ed affascinante come poche altre, nei cuori dei suoi fan: vecchi e soprattutto giovani, perché sono questi ultimi che possono perpetuarne la cara Memoria nei giorni che il futuro ci riserva.


 

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A Norma,

un contralto sfortunato,

una delle più belle voci degli anni ‘40.

Cantava di amori che non sarebbero tornati,

di un mondo velato per coprire la tristezza,

di una dignità dei sentimenti che

non li rendeva ridicoli.

Quando la bellezza scarseggia,

si mette un disco di Norma Bruni,

ce n’è così tanta dentro alla tua voce…

e come cantavi tu Norma..

“presto vinto l’umido nembo

il bel sol risplenderà…”

 

Alex, 27 anni (Londra)

 

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Dolcissima Norma

Nel platano antico che è nei nostri cuori il tuo nome non sarà mai cancellato


Paolo

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Nel 40° anniversario

della morte di Norma Bruni

ascoltando «Notte»


Norma, tu che sotto le Due Torri

quel giorno asciugavi le stoviglie

passandole allo straccio, e nel riporle

nella madia in bell’ordine, ignoravi

che il filo di velluto dell’arcana

tua voce empiva l’aria e le pareti

e ti portava lungi, consegnava

al silenzio il tuo sguardo oltremarino,

ma il tuo canto con sapida emozione

serbava come gemma nello scrigno

del tempo, dove testimoni ignavi

oggi ancora non mordono il rimpianto

non sanno e non ricercano tue icone…

Troppa distanza sembra attraversata

dalla tua voce a noi, troppo indiscreti

osiamo assaporare i tuoi segreti

come vini d’annata, ma il miracolo

avviene ad ogni nota: se evocata

la tua fulgida immagine di cigno

muove echi e risposte, e vola alto

in noi il tuo bruno timbro di contralto.


Genova, 4/1/2011

Virgilio


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Era la mia cantante preferita (sono nato nel 1927) e ieri sera ho potuto riascoltare dopo 70 anni “Ti lascio un fior” da me sempre invano ricercata. Un miracolo!!! Grazie, Norma, dei momenti di gioia che ci hai procurati. Con affetto

Cesare


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Divina, bellissima Norma, tu che mi fai sognare… oggi voglio ascoltare solo la tua voce. È il mio piccolo omaggio: te lo meriti, anche dopo tanti anni. Non credere a quello che dicono: non sei stata dimenticata, perché qualche cuore ha sempre continuato a tremare per te. Pensa, hai fatto innamorare persino un freddo ragazzone del nuovo millennio! Se solo fossi nato qualche decennio prima, sono sicuro che sarei venuto a cercarti: ti avrei sommersa di rose rosse, ti avrei chiesto di cantarmi una strofa, passeggiando per Villa Borghese. Tu, magari, avresti ricambiato preparandomi i tortellini, come quelli che facevi alle Lescano… e sarei potuto morire felice!

Oggi ti ascolto e guardo le tue foto con un filo di tristezza in petto, perché non ho potuto viverti fino in fondo. Se solo fosse possibile realizzare il mio sogno… non so cosa darei! Mi farò bastare le registrazioni scricchiolanti di vecchi 78 giri e le foto sbiadite, che però per me brillano più di mille diamanti e danno un senso a tanti dei miei giorni più grigi.

Un fiore alla tua voce, alle tua labbra carnose, ai tuoi occhi pieni di passione

Manuel


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Francesco P.


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Complimenti, caro Manuel, il tuo articolo sulla bella e sfortunata Norma Bruni, nella sua semplicità e brevità, mi ha commosso.

E ha un po’ mitigato il poco caritatevole ricordo che ne rievoca, nella tua intervista, Isa Bellini, un’attrice che da ragazzo ho molto ammirato per la carica di spontaneità e di simpatia che la caratterizzava.

Nel 2008 ho cercato invano sue notizie presso la casa dove abitava, qui a Roma, in viale Angelico 45. Sembra che a quell’epoca si adattasse a fare dei lavoretti come sarta, per la televisione…

Sarà perchè ho sempre avuto un debole per i perdenti…, vorrei anch’io darti un mio fiore per lei.

Sandro


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Non ho un gran repertorio floreale però questa è recente e ripresa ad un matrimonio.

Fiori per un amore che unisce due vite, credo che il repertorio di Norma Bruni (che onestamente non conosco ma approfondirò) parlasse spesso di amore. Spero quindi che tu gradisca l’immagine.

Buona giornata

Tiziano


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Mi unisco di vivo cuore alla commemorazione della brava (e, ahimè, apprendo anche sfortunata, Norma Bruni), forse la voce più genuinamente sensuale che abbia inciso dischi nel periodo d’oro della radio.
Mi ha sempre sorpreso, in tanti anni di collezionismo, di non essere riuscito a raccogliere più di una manciata di titoli: segno che la nostra deve aver registrato un numero limitato di facciate, cosa che mi lascia perplesso perché persone della generazione precedente la mia, che hanno quindi vissuto in diretta la musica degli anni Quaranta, mi hanno sempre ripetuto che la Bruni aveva avuto momenti di autentica fama.

Complimenti per l’elegantissimo wallpaper confezionato dalla sua brava amica, degno omaggio alla cantante, che dalle foto mostra una singolare e conturbante bellezza.

Questo bell’exploit grafico mi ha suggerito di confezionarmi un CD dedicato alla Bruni. I brani sono solo 8, certo pochi per un moderno CD, ma nei primi anni Cinquanta erano quelli che entravano nei Long Playing da 10′, quindi… siamo quasi nello spirito dell’epoca. Se più avanti salteranno fuori altre canzoni, naturalmente ne metterò assieme uno di più ricco; speriamo in bene.

Nel frattempo, metto questo CD artigianale a disposizione di chi lo desidera: http://www.megaupload.com/?d=TXTGF3QD

Spero in questo (modesto) modo di contribuire al ricordo di un’Artista che lo merita.


Gabriele

Venezia


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una flor por la lindissima Norma

Caro Manuel, sono Tito, l’amico d’infanzia del “nostro” curatore Angelo.

Trovo la tua iniziativa veramente encomiabile! Purtroppo l’odierna società, società dell’acchiappa-acchiappa, del mordi-e-fuggi, del divertimento idiota, ormai del tutto scristianizzata e desacralizzata non ha tempo per certe cose  ritenute futili ed inutili….

È triste dimenticare una artista come Norma Bruni, che pur avendo avuto  dalla vita bellezza, successo e una meravigliosa voce, ha trascorso i suoi ultimi anni nella precarietà e nell’indigenza, ma cosa ancor più, triste nel totale oblio.

Io la ricordo bene: Sono nato il 16 aprile 1940: la mamma durante il parto avvenuto in casa, cosa consueta allora, mi raccontò che la radio, da noi sempre accesa, in quei momenti trasmetteva “Silenzioso Slow “ del maestro G. Danzi, canzone lanciata  all’inizio  di quell’anno e cantata dalla “sua” Norma, che con la sua inconfondibile, sensualissima e vellutata voce era la beniamina dei giovani del tempo.

Da ragazzo poi, di nascosto, ascoltavo i dischi di mamma  che era gelosissima, imparando a memoria tutti i brani che andavano di moda.

Nella vita ho svolto la professione di orchestrale girando mezzo mondo: la nostra orchestra chiudeva tutte le serate, guarda il caso, con le soffici note di abbassa la tua radio per favor… mentre io in silenzio mi commuovevo (avevo allora 18 anni!) pensando alla mamma lontana,  alla sua “mania” per le canzoni, per Norma Bruni, Rabagliati, il trio Lescano…

Ora  sono settantenne, grazie a Dio godo di buona salute, lavoro ancora  e sono impegnato con mille cose, oltre allo studio giornaliero della chitarra classica che ho sempre coltivato  già da quattordicenne!

Caro Manuel concludo questa chiacchierata assicurandoti che oltre al vecchio Tito chissà quanti altri coetanei viventi  custodiscono  nei loro cuori il ricordo di Norma, regina di un tempo speciale che voi giovani ahimè non avete vissuto: Allora la Musica, anche quella minore, era una cosa seria e bisognava saperci fare; Passare da un letto all’altro, cosa normale per gli attuali “Artisti del Nulla”, non esisteva proprio!

Tito

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